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martedì 17 febbraio 2015

Panzanella in barca a vela

PANZANELLA IN BARCA A VELA: IL SAPORE DELLA LIBERTA’

Chi è stato in barca a vela lo sa.
Quando lo sguardo abbraccia solo terra, mare e cielo si ha la sensazione di essere veramente liberi. Anche se per poco. Liberi dalla routine quotidiana, dai pensieri che affollano la mente, dalle preoccupazioni. Ho trascorso diverse estati in barca. Grecia e Turchia. Posti magnifici. Compagnia splendida. Ricordo tante traversate e anche tante belle mangiate. Aperitivi baciati dal tramonto. Serate col naso all'insù a caccia di stelle. Tuffi e nuotate all’alba, nel sole che sorge, per poi riprendersi con una bella colazione. Per non parlare dei pranzi. Coi capelli bagnati e la pelle intrisa di salsedine. Cullati dal mare.



Uno dei piatti più gettonati a bordo era la panzanella fatta con la frisella, rigorosamente pugliese visto che ci si imbarcava da Brindisi. Ogni tanto la rifaccio. Anche d’inverno. Anche se piove, come oggi. Per ricordare quelle istantanee di natura e sorrisi.


Ingredienti:

Friselle (almeno una a testa) o pane raffermo
Pomodori datterino o ciliegino
Carote
Sedano
Feta (ma va bene anche un altro formaggio)
Origano o basilico
Olio evo


Bagnare (poco) la frisella e farla a pezzettoni. Metterla in una ciotola a cui aggiungerete i pomodorini tagliati in quattro, il sedano a tocchetti (dopo averlo privato dei filamenti), le carote a rondelle, basilico oppure origano. Aggiungere la feta. Condire con abbondante olio. Salare.

Far riposare in modo che il sughetto dei pomodori e l’olio finiscano di bagnare la frisella, che deve comunque restare croccante. Per il condimento potete divertirvi: cipolle di tropea, tonno, olive, capperi… a vostro piacimento.

Con questo procedimento la frisella può essere mangiata anche con la forchetta. Un’offesa per i pugliesi che la mangiano direttamente con le mani, ma un’ottima soluzione per tutti quelli che storcono il naso davanti a questa modalità di consumazione del cibo.



La foto della panzanella è la mia (e si vede)!!!
Le foto del mare sono di David Elia.



mercoledì 11 febbraio 2015

Un'insalata a Siviglia

UNA SERA D’INVERNO A SIVIGLIA...


Tre anni fa, con un gruppo di amici, decidiamo di trascorrere il Capodanno a Siviglia. Bellissima città. Una sera, stanchi dopo chilometri di camminate, ci fermiamo in un ristorante molto carino nel nostro quartiere (la mia memoria fa cilecca, non ricordo né il nome del quartiere, un po’ defilato dal centro, né il nome del ristorante). La stanchezza aveva preso il sopravvento e anche scorrere il menù sembrava un’impresa ardua.


Però quando “il pancino chiama”, come dice una mia carissima amica, occorre rispondere. Ecco allora che tra le tante proposte del menù opto per un’insalata che mi aveva attirato per gli ingredienti utilizzati e che dopo si è rivelata non solo buona ma anche visivamente apprezzabile. E siccome in cucina anche l’occhio vuole la sua parte… eccola qua: l’insalata che in una sera di dicembre a Siviglia ci ha riappacificato con le nostre gambe distrutte.



Ingredienti (non indico dosi… fate a piacimento):

Spinacino
Pomodorino (ciliegino o datterino vanno bene)
Avocado
Una decina di mandorle
Uvetta sultanina
Una fetta di Bûche de Chèvre
Miele q.b.
Senape q.b.


Dopo aver pulito bene gli spinacini, aggiungete i pomodorini e mezzo avocado tagliato a pezzetti (potete anche metterlo tutto, dipende dai vostri gusti). Condite con olio e sale. Aggiungete l’uvetta sultanina e le mandorle tostate.

Tagliate una fetta di Bûche de Chèvre alta circa due centimetri e fatela scaldare in forno finché non sia tiepida e morbida (non sciolta) e ponetela al centro dell’insalata.

Per finire versate un’emulsione fatta scaldando in un pentolino un cucchiaio di miele e della senape (assaggiate per bilanciare i due ingredienti). Versate a filo sul formaggio e sull’insalata.

Buon appetito.